Senia, questo è il nome usato nella Sicilia Occidentale per riferirsi ad un campo coltivato e irrigato. Un luogo di vita, di colori e profumi diversi, così come è la musica. Un luogo che ha bisogno di un flusso d’acqua viva, di un flusso di coscienza, per creare, un luogo in cui i prodotti finali non sono artefatti ma sono naturali e assenti di perbenismo.
Se il campo coltivato si chiama senia è perché da queste parti la noria, uno strumento che porta acqua ai campi è chiamata così. Questo rafforza ancora di più l’immagine di un’artista che si fa strumento per far scorrere coscienza, ideali, umanità e ispirazione, affinché essi confluiscano in un’opera che possa trasmettere emozioni, pensieri o prese di coscienza.
Senia non è solo un nome, è uno stato dell’essere.

 

Bio

 

Senia, nome d’arte di Anna Palmeri, nasce a Marsala, qui vive un’infanzia felice e trascorre l’altalenante adolescenza fino ai 18 anni. Per Senia, già durante i primi anni di vita, la forma d’arte più amata era la musica. I migliori concerti si svolgevano in auto con i genitori. Il papà, architetto, pittore, cantante, batterista e grande estimatore della musica italiana, intonava la prima nota e da lì fino alla destinazione era tutto un gran cantare. In tenera età i genitori la iscrivono a seguire lezioni di pianoforte ma, seppur interessata, il canto è la sua vera passione. Così finalmente, all’età di 13 anni, inizia a prendere le prime lezioni di canto a Marsala. Col passare del tempo la passione cresce sempre di più e pur di raggiungere la sua insegnante Loredana Spata, ogni settimana prende l’autobus e si reca a Palermo, ci vogliono circa 3 ore per raggiungere la scuola e 3 ore per ritornare, ma la musica è l’unica energia di cui ha bisogno. Nel frattempo si esibisce in occasione di piccoli eventi locali, sperimenta la danza e la pittura.

A 18 anni si trasferisce a Milano e cerca una scuola di canto e teatro, la trova nell’Associazione Dedalo. Seguita dal maestro italo-statunitense David Benini affina la conoscenza più intima del canto e intanto si avvicina anche al mondo del teatro. Quell’anno, per caso o per fato, si decide di lavorare su “Novecento” di Alessandro Baricco, un’opera con una musicalità straordinaria, questo affascina completamente la futura Senia. Questa esperienza teatrale la arricchisce tantissimo anche perché durante il percorso si indaga l’interazione tra suono, corpo, spazio e movimento in un’ottica di interazione corale della rappresentazione. E intanto di sottofondo la parola che il maestro ripete più spesso: “osate”. Si va in scena a Varese sotto la magistrale regia di Massimo Sabet che amplifica ogni parola, suono e movimento riducendo all’osso la scenografia. Tutto si fa magia.

Si trasferisce a Las Palmas de Gran Canaria per qualche mese e lì prende parte ad una performance concepita da Rocío Solís contro la violenza sulle donne che si sviluppa su vari piani artistici con il canto, il movimento, la parola e i colori. Un percorso intenso ed emozionante.

Ha ventitré anni, vive a Wellington, in Nuova Zelanda, qui inizia a giocare con la chitarra e dopo aver imparato i primi 3 accordi scrive la prima canzone, questo è l’inizio di una nuova passione che la porta a diventare una cantautrice.

Torna in Italia e l’estate favignanese la vede come cantante ad allietare le serate degli ospiti di un villaggio in un suggestivo anfiteatro in pietra. Lì si fortifica e mentre continua a scrivere nuovi inediti, trae esempio dal suo responsabile, un ragazzo per cui il canto e lo spettacolo sono fonte di gioia e ragione di vita.
Senia si stanzia a Roma, qui il fermento culturale e artistico è pane quotidiano. Si concede tantissimi concerti e intanto continua a seguire lezioni di canto e a scrivere inediti su inediti, si cimenta nella scrittura di brevi racconti di viaggio e prosegue ad esplorare il mondo teatrale. Va in scena in un piccolo teatro romano con una commedia in dialetto siciliano, una lingua amata e sempre usata nella vita privata soprattutto per ricalcarne i momenti più buffi. Il musical “Non saranno famosi” di Rocco Loschiavo rappresentato al Don Orione di Roma la vede sul palco come cantante, attrice e ballerina. Stimolata da quest’ultima esperienza decide di dedicarsi totalmente alla musica, da cui era partita e a cui piacevolmente ritorna arricchita. Conosce e collabora con persone e musicisti straordinari tra cui Alessandro Caivano, Stefano Maura e Luca Bertelli. Ognuno di loro influirà sulla musica di Senia.

Senia crede nei segni e qualcosa di incantato a volte accade davvero, il 22 Agosto del 2009, durante il concerto di Fiorella Mannoia al teatro greco di Segesta, Senia è seduta al suo posto su negli spalti, ma un irrefrenabile desiderio la porta a scendere nel punto più basso del teatro per poter godere da vicino lo spettacolo. Dopo un po’ la cantante la guarda, la indica, la invita a ballare con lei e per tutto il tempo ballano guardandosi negli occhi con un’intensità che va oltre. Quello scambio, oggi, Senia lo interpreta come un segno, un’elezione, una benedizione.

Dopo tanto viaggiare, Senia ritorna nella sua terra natìa. Ancora, per caso o per fato, incontra Alessandro, un uomo che il ritmo e la musica li ha dentro. Percussionista che ha alle spalle 2 anni di tournèe in giro per l’Italia e il grande palco del 1° Maggio di Roma. Accade l’amore, si sposano e scelgono di vivere una vita semplice tra mare e campagna circondati dalle persone care. Lui l’affianca musicalmente e moralmente in un nuovo percorso artistico. E adesso, finalmente, dopo anni di crescita e sperimentazione, dopo aver composto più di 50 brani, è quasi pronto il primo album “Come Nuvole”. Una raccolta che la vuole libera da categorie, schemi, strutture e tecnicismi. Un album genuino, in cui ogni canzone è un piccolo mondo.

To be continued…